La strada sale tortuosa verso Scanno offrendo scorci di rara bellezza: ora tagliata nella roccia, a tratti più docile e affacciata su prati e boschi, guardata dai piccoli paesi di Castrovalva, Villalago e Frattura, sorpassa la diga del fiume Sagittario, e il profondo lago blu dai riflessi verdi a forma di cuore. E infine arriva in vista del paese. Un borgo montano a 1050 m di altitudine, noto per la bellezza dei portali scolpiti e dei balconi barocchi, delle chiese rinascimentali di S. Antonio e di S. Maria della Valle, del Museo della Lana che ricorda l’antica vocazione pastorale dell’area. Un paese conosciuto dai buongustai anche per i formaggi saporiti e per i deliziosi mostaccioli di mandorle, mosto e cioccolata ricoperti di glassa. A Scanno continua la produzione della raffinata arte orafa tradizionale e nell’aria frizzante di novembre si accendono i pittoreschi falò delle Glorie di S. Martino. Le foto di Cartier Bresson hanno immortalato i vicoli di pietra e le donne che vestivano gli antichi costumi orientaleggianti, strette nel corpetto da cui si apre come un fiore una gonna ampia e ricca di pieghe, fiere nel loro portamento coronato da un copricapo simile ad un turbante. Chi ama passeggiare nella natura può scoprire le vie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise o rilassarsi nei dintorni del paese. D’inverno si vive la neve e d’estate c’è chi fa il bagno nel lago. E da Scanno si può partire per scoprire piccole gemme come Anversa cantata da D’Annunzio o l’elegante Sulmona che diede i natali a Ovidio. 




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